17 - Prevenire un litigio è possibile


Prevenire un litigio è possibile - www.stefanoleone.it - Counseling e Coaching online

Ti capita mai di cominciare una discussione e di sentirti come un fiume in piena? Può essere che da piccoli scambi verbali iniziali, la discussione prenda la piega dell’escalation e sfoci in un vero e proprio litigio. A chi non è capitato?!


Spesse volte ciò accade perché non sappiamo gestire efficacemente il nostro stato emotivo e ci risulta difficile mediare le sensazioni che proviamo nella pancia con le parole che ci escono dalla bocca.


Insomma il risultato è un vero pasticcio di parole ed emozioni, col risultato di essere fraintesi, non capiti e sentirsi delusi se non arrabbiati.


Oggi non voglio trattare tanto la gestione emotiva quanto la scelta delle parole.


Cominciamo col dire che una buona strategia comunicativa parte sempre dalla consapevolezza del proprio stato d’animo e dei propri bisogni insoddisfatti. Se manca questa comprensione, sarà impresa ardua comunicare in maniera efficace ed ecologica.


Rischiamo infatti di collegare la pancia alla bocca senza la mediazione del pensiero. Un vero problema!

Allenarci dunque ad essere consapevoli non solo è alla nostra portata ma diventa un esercizio basilare ed indispensabile per costruire una comunicazione diretta ed efficace il cui scopo è informare l’altro di ciò che ci sta accadendo dentro e non di accusarlo!


Ciò è tanto importante per non correre il rischio di incriminare, giudicare, condannare chi ci sta davanti!


“tu sei sempre il solito, mi lasci sempre sola! Vai a giocare alla playstation e non ti occupi di me e della famiglia! Non ti sopporto più, sei un egoista!”


Ecco, appunto! Abbiamo lasciato parlare la pancia con il risultato di aver innescato con ogni probabilità un litigio, uno scontro o di aver indotto l’altro a chiudersi a riccio senza possibilità di replica.


Nel mio approccio di Counseling Familiare e di Coppia come nel Coaching Umanistico mi avvalgo dell’ aiuto di Thomas Gordon che negli anni ‘50 e successivamente negli anni ’60 diffonde una serie di tecniche comunicative per insegnanti e genitori (diffuse poi anche nelle organizzazioni) con le quali proprio far fronte a questo genere di problemi.


Ciò che fa al nostro caso, utile per affrontare problemi e disinnescare litigi, è il MESSAGGIO IO-TU.


Il messaggio IO-TU è appunto un pattern comunicativo con il quale siamo in grado di fronteggiare una situazione spiacevole, scomoda nella quale ci troviamo, mettendo al corrente l’interlocutore dei nostri stati d’animo e dei nostri desideri in relazione ad un suo comportamento che non ci piace.


Facciamo degli esempi e vediamo come si costruisce un messaggio IO-TU.


1. Si inizia descrivendo quel che si prova con un semplice “Io mi sento”.

2. Si prosegue descrivendo il comportamento dell’altro che crea il problema con un “Quando tu”.

3. Si specifica in che modo il comportamento è legato all’ emozione con un semplice “Perché”.

4. Infine si esprime ciò che si desidera con un “Io vorrei”.

Quindi il messaggio si compone di 4 momenti chiave:

io mi sento sola

Quando tu ti siedi dopocena a giocare alla playstation

Perché non manifesti interesse nei miei confronti

Io vorrei che passassi mezz’ora con me prima di giocare”

Oppure,

“Provo ansia

Quando lasci la cameretta in disordine

Perché devo passare molto tempo tempo a pulire

Mi piacerebbe tu mi dessi una mano”

Oppure,

“io mi sento incompreso

Quando parli solo tu

Perché ho bisogno di essere ascoltato

Io vorrei che tu provassi a stare in silenzio mentre ti parlo”

Come vedete lo schema è sempre lo stesso, cambiano i contenuti a seconda delle situazioni che si presentano.

Ecco un modo intelligente, sincero, ecologico di esprimere il proprio stato emotivo ed il proprio pensiero avanzando anche una richiesta pertinente per risolvere il problema.

Molto diverso e dai risultati spiacevoli sarebbe dire:

“Tu mi parli sempre sopra, non ascolti un bel niente di quello che ti dico! Sei un prepotente!!!”

In quest’ultimo caso abbiamo giudicato e criticato cominciando la frase con “Tu”. La persona in questo caso che riceve il nostro sfogo sarebbe portata a reagire al biasimo o a difendersi.

Nel caso invece del messaggio IO-TU non c’è biasimo alcuno, ma condivisione dei sentimenti, assunzione di responsabilità del proprio vissuto e una richiesta precisa di modificare un comportamento ritenuto spiacevole o disfunzionale.

Non siete ancora convinti?

Fate delle prove appena vi capita l’occasione, soprattutto se siete inclini al litigio, vedrete come questa semplice tecnica vi porterà pace e calma e vi restituirà un’immagine di voi stessi migliore, più adulta e disponibile alla comunicazione non violenta (Marshall B. Rosenberg).

Se fate fatica a stabilire quale sia il vostro sentimento in un determinato momento, fate 3 bei respiri e concentratevi sulla vostra pancia. Chiedetevi: qual è l’emozione che sto provando in questo momento? Lasciatevi attraversare da essa e poi confezionate il vostro messaggio IO-TU. Vi potrebbe essere utile scriverlo le prime volte… Esercitatevi!

Se volete approfondire questi ed altri temi legati alla prevenzione dei litigi e ad una comunicazione ecologica potete contattarmi scrivendo a info@stefanoleone.it esponendomi i vostri desideri e le vostre difficoltà. Ricevo su appuntamento da tutta Italia con videochiamata Whatsupp o Skype. Vi aspetto!

Allora buona sperimentazione!


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       Stefano Leone

  • Life Coach Umanistico (AICP)

  • Counselor della famiglia e delle relazioni

  • Formatore, Consulente in comunicazione (AT)

  • PNL Master (IANLP & SNLP certification​)

Telefono: 340 3316531

skype: leone.stefano

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